lunedì 5 giugno 2017
La musa
Lei era aveva il colore del grano sulle punte dei capelli ricci e il colore del bronzo sulla pelle. Il sale lo sciacquava via come qualcosa di fastidioso, come fosse un accessorio. Come un di più. L’acqua della doccia scorreva come fosse una cascata leggera, con il capo rivolto verso l’alto teneva gli occhi chiusi per fare cadere le goccioline sulle palpebre, per allungare il fresco nel caldo infinito. Non vide l’ombra che le stava vicino. Era troppo presa da quel momento, da quel rito quotidiano. Nessuno poteva interrompere il suo tramonto sotto l’acqua. A volte apriva le braccia per un secondo per afferrare tutta l’energia che le serviva per vivere gli occhi nerissimi. Lei era lei. Era con i i suoi ricci liberi al vento, imprevedibili, che spargevano il profumo del mare attorno a chi la circondava. Tutti si arrendevano davanti alla sua bellezza e lei, lei non se ne accorgeva. Sorrideva, con quei sorrisi che sanno accendere i cuori. E nessuno poteva farci niente. Lei era lei, aveva la magia delle ali di farfalla.Lei era come una streghetta, li ammaliava tutti senza pozioni, senza fare nulla, solo guardandoli e portandoli nella sua primavera. Lasciava quella scia che poco si dimentica, lasciava il suo profumo senza che se ne accorgesse. Lasciava un pezzo di sé nell’aria. Lei sorprendeva tutti: prima o dopo. E riusciva a portare via tutti i loro pensieri con il suo blu. E il suo blu aveva tante di quelle sfumature che ti ci perdevi dentro. Perché lei sapeva dipingere tutto con una facilità naturale e incredibile. Lei era così, come un quadro imperfetto e perfetto, come uno di quelli che ti tengono lì incollati a guardarli girando la testa prima a destra e poi a sinistra. Lei era contraddizione e ragione, lei era serietà e ironia. Lei era libertà. Lei era bellissima. Un giorno poi sotto quell’acqua, attraverso quelle microparticelle trasparenti che le si appoggiavano su tutto il corpo… aprì gli occhi e vide i suoi. Sentì il suo sapore entrarle dentro , dentro le ossa. Lui le spostò una ciocca di capelli dalla spalla, le getto un pò di acqua in viso e lei rise e con aria di sfida…lo guardò beffardamente e ritornò da dove era venuta.
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